giovedì, aprile 09, 2009

SISMA ABRUZZO – MARONI NEGA I SOLDI DEL REFERENDUM

Come se ce ne fosse bisogno, e come volevasi dimostrare, al ministro Maroni della Lega ed alla Lega tutta interessa più invalidare il referendum voluto dagli italiani che del destino dei terremotati d’Abruzzo. Il sig. Maroni dice che non è necessario mettere a disposizione quella cifra che lui corregge essere di 174M di euro anziché 460M perché ci saranno sufficienti disponibilità finanziarie. Finora vi sono state diverse riunioni di Governo e raccolte di fondi e non si è ancora arrivati a 40M di euro. Dire che quei soldi “pubblici” (quali che siano 174M o 460M) non servano all’Abruzzo e che possono essere tranquillamente “buttati via” dalla finestra è molto grave e suona come una grande offesa alla sofferenza e alle speranze di ricostruzione.

Basterebbe accorpare il referendum alle europee per “risparmiare” e liberare quindi quei soldi per metterli a disposizione subito ed iniziare così la ricostruzione almeno degli edifici e servizi essenziali. Invece NO, non si vuole accorpare ma insistere di mantenere la data separata e sperare così che i cittadini “disertano” dopo il voto delle europee in modo che venga “invalidato” per mancanza di quorum.

A costoro e a tutto il Governo interessa più questo cinico tatticismo politico che il destino dei propri cittadini. Il Governo avrebbe dovuto per prima e di sua iniziativa offrire questa offerta per dimostrare la sua civiltà. Invece non lo ha ancora fatto anzi tace in modo colpevole al “diniego” della Lega di Maroni. Dovrebbe distrarre perfino i fondi del ponte sullo stretto di Messina (oltre il Miliardo di euro) molto meno prioritario al momento. Ma da questo orecchio il Governo Berlusconi non ci sente!
------------------- VERGOGNA! ------------------------
Raffaele B.


WALLSTREETITALIA
Election Day/ Promotori referendum: Maroni offende terremotati
di Apcom
Segni-Guzzetta: Inconcepibile negare esigenza risparmi

Roma, 8 apr. (Apcom) - Replica dei promotori del referendum elettorale al ministro Maroni che ha escluso la necessità di reperire fondi aggiuntivi a seguito del terremoto abruzzese, accorpando referendum ed amministrative. "Avevamo deciso - dice Mario Segni - di non parlare di questo problema per rispetto della tragedia abruzzese. Ma la dichiarazione del Ministro Maroni, secondo il quale anche di fronte ad una tragedia immane si possono buttare dalla finestra soldi pubblici, è un insulto» dichiara Mario Segni, coordinatore nazionale del Comitato Promotore per i Referendum elettorali.

Dire che non c'è un problema di soldi quando un'intera regione avrà bisogno di grande soccorso pubblico è assolutamente inconcepibile. E' incredibile che un ministro della Repubblica parli a questo modo. La richiesta di accorpamento, prosegue il leader del movimento referendario, va quindi ripetuta e rafforzata. Dovevamo farlo già prima per rispetto degli Italiani, dobbiamo farlo ancor più oggi per chi ha bisogno di tutto il nostro aiuto". "Dopo le parole di Maroni - fa ecco Giovanni Guzzetta - non posso più tacere. E' alquanto raccapricciante constatare che un ministro della Repubblica dimostri tanto cinismo ed insensibilità.

Sostenere la tesi che le centinaia di milioni risparmiati con l'election day non servano per fronteggiare il terremoto e che possano essere buttati dalla finestra offende l'intelligenza degli italiani e cozza con l'evidenza della realtà. I dirigenti della Lega stanno facendo un calcolo cinico ed egoistico, con il solo obiettivo di affossare il referendum, e vedo che nemmeno un terremoto dalla drammatiche dimensioni che sono sotto i nostri occhi riesce a farli deflettere da una strumentalizzazione opportunistica della propria posizione istituzionale e del proprio potere di veto. Ormai è diventata una Lega di palazzo. I cittadini ne stanno prendendo coscienza".

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