martedì, ottobre 24, 2006

SANTANCHÈ E LA FINTA POLEMICA MEDIATICA

LA VICENDA DI SANTANCHÈ HA ODORE DI FACILE PUBBLICITÀ MEDIATICA AL SOLO SCOPO DI “RENDERSI VISIBILE” PONENDOSI SOTTO I RIFLETTORI DEI MEDIA.

ELLA PUNTA AD ACQUISIRE PIÙ NOTORIETÀ E POTERE PER SE NELL'AMBITO DEL SUO GRUPPO POLITICO E LA TECNICA È PIUTTOSTO FACILE E CONSUMATA. A FURIA DI STARE CON BERLUSCONI S'IMPARA.

LE È BASTATO UNA “FACILE” POLEMICA CON UN FACILE BERSAGLIO QUAL'È L'IMAM DI SEGRATE ALI ABU SHWAIMA E L’OCCASIONE GLIE L'HA FORNITA LA DIRETTA TV SU SKY, POI RIPETUTA SU PORTA A PORTA IERI SERA.

LA ON. DANIELA ORA SI FA “PALADINA” DELLA LIBERTÀ E DEI DIRITTI DELLE DONNE, ARRIVANDO PERFINO A PARAGONARE IL VELO ISLAMICO ALLA STELLA GIALLA DEGLI EBREI COME SIMBOLO DI DISCRIMINAZIONE.

SU QUESTO LA ON. DANIELA ABREBBE DOVUTO AVERE LA PRUDENZA DI TACERE PERCHE "MILITA" IN UN PARTITO CHE PORTA LA PESANTE EREDITÀ DELLE “LEGGI RAZZIALI”, GUARDA CASO PROPRIO CONTRO GLI EBREI, (anche se solo qualche anno fa e con molte sofferenze interne “AN” ha fatto "penitenza" in Israele). UN PARTITO CHE NON HA MAI VOLUTO RICONOSCERE IL VOTO ALLE DONNE, ETC…INSOMMA L’EREDITÀ DEL FASCISMO!

POI, OLTRE AL VELO ISLAMICO VI È QUELLO EBRAICO ORTODOSSO, QUELLE DELL'INDIA DOVE LE DONNE OLTRE AL VELO SONO COSTRETTE A SUBIRE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI COME SPOSE-BAMBINE E VEDOVE-SEGREGATE, ECT... E LA LUNGA LISTA CONTINUEREBBE…. SU QUESTI CASI NON UNA PAROLA.

QUINDI LA SANTANCHÈ NON PUÒ APPARTENERE AL GRUPPO CHE DIFENDE I DIRITTI DELLE DONNE, PERCHÈ NON FA PARTE DI QUELLA CULTURA, ALTRIMENTI AVREBBE FATTO SCELTE DIVERSE.

ECCO PERCHÈ CREDO CHE LA QUESTIONE DEI “DIRITTI DELLE DONNE” SIA “STRUMENTALE” E CHE LA VICENDA SIA STATA SUSCITATA AD ARTE CON UNA SOFISTICATA "PROVOCAZIONE" E CON LA COMPLICITÀ DELLA TV.

SONO STATI TALMENTE BRAVI CHE CI SONO CASCATI TUTTI, GOVERNO COMPRESO, IL QUALE SI È SUBITO AFFRETTATO A FORNIRE LA SCORTA E CHE FRA QUALCHE GIORNO, APPENA SI DIRADERÀ LA "FINTA" POLEMICA, SI SCOPRIRÀ DEL TUTTO “INUTILE”.

Raffaele B.


OSSERVATORIOSULLALEGALITA
Il velo islamico e la Santanche' : ancora una volta pregiudizi
di Rita Guma 23 ottobre 2006
La vicenda della Santanche' e della disputa sul velo dimostra quanto strumentale e quanto poco sincero sia lo schierarsi per i diritti delle donne da parte di certi personaggi e di certe forze politiche e quanto si cerchi invece lo scandalo e la rissa per farsi pubblicita' presso quella parte di Italiani che e' ancora vittima del pregiudizio e della disinformazione.
I fatti. Durante il programma di approfondimento 'Controcorrente' di Sky Tv sono in studio la deputata Daniela Santanchè, l'imam di Segrate Abu Shwaima e la figlia del presidente dell'UCOII, Asmae Dachan. Rispondendo alle parole della Dachan secondo cui "il velo è un atto di fede come la preghiera e l’elemosina, è un fattore di adorazione di Dio", Santanchè replica: "Il velo non è un simbolo religioso, non è prescritto dal Corano". Abu Shwaima risponde: "Non è vero che nel Corano non ci sia l’obbligo del velo. Io sono un imam e non permetto a degli ignoranti di parlare di islam... non avete il diritto di interpretare il Corano", e successivamente la definisce infedele.
Da qui parte lo scandalo. Secondo alcuni le parole dell'imam velano una minaccia, una vera e propria fatwa, e si muove parte del mondo politico (che probabilmente non ha visto la trasmissione) che parla di minacce e di reazioni doverose a queste da parte dello Stato italiano ed esprime solidarietà alla deputata di AN…
CONTINUA


ILGIORNALE
Santanchè minacciata ora l’imam provoca: «Anche a me la scorta»
Fabrizio De Feo
n. 251 del 24-10-2006 pagina 8
Roma - Daniela Santanchè, da ieri mattina, è ufficialmente sotto scorta. La misura di protezione - disposta dal ministero dell'Interno in tempi rapidissimi - è scattata dopo lo scontro in diretta tv su Sky tra la parlamentare di An e Ali Abu Shwaima, imam della moschea di Segrate. Durante la trasmissione «Controcorrente» l'esponente islamico aveva attaccato la deputata, «colpevole» di aver sostenuto che «il velo non è un simbolo religioso e non è prescritto dal Corano». Di qui la secca condanna dell'imam: «Lei è un'ignorante, falsa, semina odio, è un'infedele». Accusa che, potenzialmente, rischia di essere percepita come una fatwa, ovvero una implicita condanna a morte. È stata questa frase e, in particolare, la definizione di «infedele» a far scattare l'allarme al Viminale e l'attivazione delle misure di protezione, come la scorta, che scattano subito quando c'è un pericolo di vita e poi, successivamente, vengono sottoposte al vaglio e alla valutazione del Comitato per l'Ordine pubblico e la Sicurezza di Milano. Al momento, però, nell'agenda del prefetto, Gian Valerio Lombardi, l'appuntamento non è stato ancora fissato. Se le manifestazioni di solidarietà bipartisan verso Daniela Santanchè si susseguono, con pochissime eccezioni, l'imam di Segrate cerca di stemperare i toni. «Non c'è nessuna fatwa contro Daniela Santanchè», sottolinea Ali Abu Shwaima. «Non c'è alcuna minaccia e mi dispiace che venga strumentalizzata una mia frase detta in un dibattito televisivo dove possono esserci parole del genere».


REPUBBLICA
ISLAM: SANTANCHE', DA STAMATTINA ATTIVATA LA SCORTA
martedi 24.10.2006 ore 13.23
Da questa mattina Daniela Santanche' ha la scorta. Lo ha confermato la parlamentare di An contattata telefonicamente dall'Agi. La misura e' stata attivata d'urgenza dopo lo scontro in tv tra la Santanche' e l'Imam della moschea di Segrate Abu Shwaima, sul velo per le donne. L'esponente islamico ha reagito alle dichiarazioni dell'esponente di Alleanza nazionale, che sosteneva che il velo non e' prescritto dal Corano, dandole dell'"ignorante, falsa, che semina odio, un'infedele". Da qui la necessità di prendere delle misure di protezione, come la scorta, che scattano subito quando c'e' un pericolo di vita e poi, successivamente vengono sottoposte al vaglio e alla valutazione del Comitato per l'Ordine pubblico e la Sicurezza di Milano. Al momento però nell'agenda del prefetto, Gian Valerio Lombardi, l'appuntamento non e' stato ancora fissato. O meglio e' in programma la riunione del Comitato per mercoledì a Monza per affrontare problemi a livello locale. Nulla toglie che una seconda riunione del Comitato possa essere fissata in settimana con i vertici delle forze dell'Ordine e il presidente della Provincia.

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