lunedì, ottobre 24, 2005

"PAR CONDICIO", NORMA SENZA SANZIONE

MENTRE SI LANCIANO AVVERTIMENTI ALLA MAGGIORANZA A NON TOCCARE LA PAR CONDICIO, QUESTA È STATA IN EFFETTI GIÀ RIDOTTA A SOLA NORMA PERCHÉ LA SANZIONE È STATA AZZERATA DALLA FINANZIARIA APPROVATA ALLA CAMERA ED ORA AL VAGLIO DEL SENATO.
A CAUSA DELLA NOTEVOLE RIDUZIONE DEI FONDI “INDIPENDENTI” PER IL SUO FUNZIONAMENTO, L’AUTORITY PREPOSTA AL CONTROLLO, È STATA RIDOTTA ALLA “DIPENDENZA ECONOMICA”  DAGLI  ORGANI CHE DEVE CONTROLLARE E QUINDI AL SILENZIO ED INOPERATIVITÀ ANCHE PER LE ALTRE ATTIVITÀ DEL SUO UFFICIO. IN PRATICA LA “PAR CONDICIO”, UNA VOLTA CONFERMATA LA FINANZIARIA AL SENATO, DIVENTA UNA NORMA SENZA SANZIONE!  MA A QUESTO LA MAGGIORANZA TENTA DI RIMEDIARE SUBITO: CANCELLANDO ANCHE LA NORMA!
Raffaele  

DA L’UNITÀ
Par condicio già fuori controllo
di Wanda Marra  23.10.2005

Nonostante l'impegno della CdL,sembra proprio che Berlusconi in realtà non abbia bisogno di una legge per cancellare la par condicio: questa di fatto risulta già abolita dai tagli previsti all’Authority per le garanzie nelle comunicazioni nella nuova Finanziaria.

I fatti. L’articolo 14 della legge Finanziaria prevede per il 2006 uno stanziamento per l’Authority di 6 milioni di euro. Ovvero, ben 16 in meno dei 22 milioni del 2005. Non basta. La previsione per il 2007 è che il contributo statale venga del tutto cancellato, a favore dei finanziamenti privati da parte delle imprese del settore. È intuitivo come questo significhi praticamente disarmare completamente l’Autorità, che si troverebbe non solo con fondi insufficienti per svolgere i suoi compiti, ma anche dipendente da quelle stesse imprese sul lavoro delle quali è chiamata a svolgere un ruolo di garanzia.
Senza contare che si aprono anche dei dubbi di legalità, visto che la Legge Istitutiva (249/97), proprio a salvaguardia dell’indipendenza dell’Ente, ne prevede una modalità di finanziamento mista pubblico-privato. E infatti, nonostante i tagli già ingenti al contributo statale all’Autorità nel 2005, questo rappresenta circa il 60% del totale, mentre il contributo dei privati è il 40% (versato in misura del 0,65 per mille del fatturato delle imprese, mentre il massimo previsto dalla legge è l’1 per mille).

Una mancanza di indipendenza, peraltro, in contrasto con le normative europee (direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo 2002).
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Su Repubblica
Par condicio: Rutelli, non si tocca
Su legge elettorale ci rimettiamo a valutazione Ciampi
(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Il tema di una riforma della legge sulla par condicio 'non puo' neanche essere messo sul tavolo', afferma Francesco Rutelli. Per il leader di Dl un'eventuale modifica 'sarebbe palesemente anticostituzionale'. Sulla legge elettorale, invece, Rutelli si rimette a Ciampi: 'abbiamo votato una pregiudiziale di costituzionalita', ci rimettiamo alla valutazione di chi dovra' assumerla in base alla Costituzione, per cio' che riguarda la promulgazione, una volta che fosse approvata'.
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